— Vuole che le dica con chi ero?

— Dica, dica.

— Con una gentile signorina, a cui facevo indegnamente da cicerone.

— Ci cresce l'indegnamente; — notò Margherita. — La signorina certamente sarà stata felicissima. Con le ali anche lei, voglio credere. E che cosa le ha fatto vedere da quelle parti là?

— Una ròcca stupenda, fieramente piantata sopra un poggio, con quattro torrioni sugli angoli e un battifredo sul ponte d'ingresso.

— Un battifredo? Le confesserò candidamente la mia ignoranza....

— Battifredo, — fu pronto a commentare Filippo, — torre della guardia; alta per dominare molto paese in giro; munita di campana, perchè gli uomini in vedetta suonino a stormo appena scorgano in lontananza il nemico. La ròcca, poi, si chiama Torrechiara; la fabbricò a mezzo il Quattrocento un gran gentiluomo, che era stato uno dei maggiori capitani di Francesco Sforza. Signore di molte castella sul territorio parmense, ed anche più oltre sul milanese, Pier Maria de' Rossi, conte di San Secondo e marchese di Berceto, si ritirò un bel giorno dalla corte ducale di Milano e da tutte le pompe mondane: non bastandogli, o non parendogli abbastanza fuori del consorzio umano le altre sue ròcche, volle edificare anche quella, e ci si rinchiuse per la seconda metà della sua vita, che fu certamente la migliore. Amò concentrarsi, e fu savio; — soggiunse Filippo con accento di [pg!86] desiderio. — Appartato dal mondo, non ebbe più da sentirne la noia.

— Ah, l'egoista! — esclamò Margherita, un po' per l'antico gentiluomo, un po' pel moderno.

— Ma no, non era solo; — ribattè prontamente Filippo. — Consolava la sua solitudine una donna gentile, e a farlo apposta una milanese come lei.

— Ma io son di Como, l'avverto.