— Meritamente, in eterno; — rispose Filippo. — Su per giù è la stessa idea del nunc et semper; ma c'è di più il meritamente; e mi pare che sia il De' Rossi quello che parla così, dando maggior lode alla dama.

— Ed è stato di parola?

— Sì, come vedrà. Volgiamo un ultimo sguardo a questa camera d'oro, che con tante rappresentazioni di felicità sulla terra, mi pare un vero castello d'amore, ed usciamo nel cortile. Per un angolo del porticato si entra nella cappella, posta sotto l'invocazione di San Nicomede. Un solo altare là dentro, e poteva bastare al centinaio di vassalli che vi si raccoglievano a sentire la messa, insieme col signor castellano. Ma questi non ci stava già alla vista di tutti. Sul lato sinistro della piccola chiesa era rizzata una bussola di legno riccamente scolpita, che ripeteva ne' suoi rilievi colorati e dorati le coppie di cuori, i motti latini, i castelli coi cigni e gli stemmi, tutto insomma l'ornato della camera d'oro; e dentro la bussola si vedono ancora i due stalli; uno a destra, colla lastra dell'inginocchiatoio intarsiata, che reca gli emblemi della pellegrina e le iniziali del nome di lei; l'altro a sinistra colle iniziali di Pier Maria. Amava concentrarsi, il signore di Torrechiara; chiuso nel suo castello, chiuso [pg!90] nella sua camera d'oro, chiuso nella sua bussola, sempre chiuso, e non solo. Non riposa neanche solo sotto il pavimento della cappella di San Nicomede, dove la pellegrina d'amore è scesa a dormire il gran sonno, e dov'egli l'ha seguita, restandole indietro di poco. Le pare che sia stato di parola, quel potente della terra, quel gentiluomo, quel castellano poetico? Storia vera, quella che io le ho raccontata, abbreviando; storia vera, che sembra un romanzo. —

Margherita aveva assentito alla domanda con un cenno del capo.

— E dica ancora, — soggiunse ella con piglio curioso, — sono entrate delle Rossi, nel casato degli Aldini?

— Sì; perchè me lo domanda?

— Perchè parla di Pier Maria con tanto calore!

— Vuol dire che sia la voce del sangue? — rispose Filippo, sorridendo. — E sia. Ma il motto del castellano di Torrechiara val bene qualche frase più animata del solito. Digne et in æternum; meritamente, e per l'eternità! Quantunque, — soggiunse egli, — mi pare, pensandoci su, che la mia traduzione non faccia intendere tutta la profondità del pensiero.

— Ah sì, sentiamo; — gridò Margherita; — qualche bella sottigliezza! È del suo carattere, se l'ho ben capito.

— Le dispiace?