— No davvero; ho detto bella sottigliezza; non dimentichi l'aggettivo, e mi dica subito che cosa ha trovato di più profondo nel motto di Pier Maria.
— Questo, signorina, che solo quando è degno, l'amore merita di vivere eterno. Le pare una sottigliezza?
[pg!91] — È bella; — ribattè Margherita; — è bella, e vera; e mi fa prendere in molta stima il suo Pier Maria. La prima volta che tornerò a Parma, andrò a fargli una visita. Peccato che non ci sia anche lei, per farmi gli onori della Camera d'oro! —
Filippo Aldini levò gli occhi al soffitto, quasi invocando dal cielo un miracolo.
Si era andati molto lontani dai quadri di genere del Longhi; ed anche dalla signora Eleonora, a cui bisognava ritornare.
— Mio Dio! — esclamò la buona signora, giungendo le palme. — Non siete stanchi? Benedetta gioventù! —
Piacque sommamente a Filippo Aldini quella associazione di due persone in un “siete„, che certo era stata fatta a caso. Ma egli si tenne prudentemente la gioia in petto, senza farne la menoma dimostrazione sul volto. Margherita, per contro, non sapendo fingere, si fece secondo l'uso un po' rossa.
— No, mamma; — diss'ella, accostandosi, e baciando la signora Eleonora sulla fronte; — quanto a me, non sono stanca affatto. Il signor conte spiega così bene ogni cosa, che fa dimenticar la fatica. E mi ha fatto intendere anche un po' di latino. —
La signora Eleonora sorrise, senza intendere dal canto suo nulla di nulla nell'accenno di sua figlia. Ma una cosa intendeva, quella buona signora, che quei due giovani erano maravigliosamente assortiti. Li aveva da vedere il suo Anselmo, come li vedeva essa in quel punto; di certo egli non avrebbe portato opinione diversa. Lui di bella presenza, che non si poteva desiderare di meglio; [pg!92] alto e ben piantato, snello, elegante; risoluti i lineamenti del viso, ma insieme delicati; traenti al biondo i capelli, ed anche più i baffi, sotto cui si disegnavano le labbra stupende, nobilmente ferme nella gravità dell'atteggiamento pensoso, amabilmente morbide nella soavità del compiacente sorriso; lei quasi alta della persona come lui, tutta leggiadra, fatta a pennello; ricco il volume della capigliatura nerissima su quel candore abbagliante della carnagione, che spirava intorno a sè come un alito di cose fresche e profumate; e non meno stupenda bellezza in lei quelle ciglia lunghe, che toglievano forza, ma aggiungevano grazia al baleno degli occhi. Infine, era illusione o verità? Gli occhi morati di Margherita e gli azzurrognoli del conte Aldini si socchiudevano volentieri nell'istesso modo, come se ci fosse stata una parentela tra loro, e rendevano in vista la medesima espressione, di dolcezza diffusa e di profonda bontà.
Queste le doti fisiche dei due giovani; bisognava veder poi le morali. Ella era un angelo, come bene l'aveva definita in una parola il signor Zuliani; seria, senza apparato, innocente l'anima, tra tanta cultura d'ingegno; sempre l'istesso umore, amabilmente giocondo, e il senso della misura in ogni cosa perfetto. Egli, poi, così nobile di sentire com'era di nascita, cortese negli atti, inappuntabile nei modi, affabile con tutti, riguardoso colle signore fino allo scrupolo, garbato ed attento colle attempate come colle giovani; e ciò senza contare tutto il bene che alla signora Eleonora ne aveva detto Raimondo Zuliani, un galantuomo di ventiquattro carati, alla cui parola si poteva fidare ogni altro galantuomo [pg!93] suo pari, e prima e più di tutti il signor Anselmo Cantelli. Infine, se quel soggiorno prolungato delle signore a Venezia doveva portare una conseguenza come quella, non c'era da ascriverlo a grande fortuna?