Pensierosa, per altro, e per la prima volta, appariva nell'uscire dal museo Correr. Pensierosa, è forse un dir troppo; mettiamo pensosa, mettiamo raccolta in sè stessa, senza mostrar più quel desiderio di ridere, di voltarsi qua e là, prendendo gusto al chiacchierìo della strada. Quel raccoglimento era forse il frutto d'un po' di stanchezza dello spirito, per tante cose osservate. Comunque fosse, appariva egualmente bella, forse più bella dell'usato, venendo via con quell'aria composta e tranquilla, accanto alla mamma ed al conte Aldini; il quale era tutto attenzioni e riguardi per la signora Eleonora, e poc'anzi le aveva premurosamente aggiustata la pelliccia sulle spalle.
— Ora poi la godrà; — le aveva detto egli. — L'aria incomincia a farsi frizzante. —
La signora Eleonora lasciava fare, sorridendo amabilmente alle cortesie del suo cavaliere. Intanto, si spegneva la luce del giorno, si accendevano i lampioni, e la buona signora pensava con un senso d'intima allegrezza al pranzo che l'aspettava al Danieli.
— Senta — diss'ella tutto ad un tratto, — dovrebbe quest'oggi venire a far penitenza con noi.
— Con che piacere, signora! — esclamò Filippo, reprimendo un moto violento del cuore. — Ma ho gente [pg!97] sulle braccia, due vecchi amici, che mi son capitati l'altro giorno da Verona....
— E li ha lasciati per noi! Mi rincresce....
— Oh, non si dia pensiero di questo. Sono uomini, e non hanno bisogno di guida. Ma la sera, capirà, debbo lasciarmi vedere; tanto più che sono ad alloggio da me.
— Non vorranno poi fare la visita di santa Elisabetta; — notò Margherita. — E l'avremo un altro giorno, non è vero?
— Certo; sarò ben onorato; — disse Filippo, che per la prima volta si sentiva la lingua impacciata. — I miei vecchi compagni d'armi rimarranno pochi giorni ancora. —
In questi discorsi erano venuti oltre il ponte di Rialto, e per la Riva del Carbone entravano in Merceria. Qui avvenne a Filippo Aldini di fare un gesto, come d'ingrata maraviglia; un gesto che non isfuggì all'attenzione della signorina Margherita.