— E perchè? — domandò con voce trepidante, mezzo soffocata dallo stupore.
— Perchè.... perchè.... — balbettò la signora Eleonora, pentita di essere andata troppo oltre, senza aver meditato le conseguenze dell'impegno in cui si metteva. — Ella ha ragione a volerlo sapere, il perchè. Ed è giusto che io glielo dica. Perchè il suo conte Aldini non è l'uomo per mia figlia.
— Signora!... — riprese Raimondo, più stupito che mai. — Non intendo la cagione di questo suo mutamento improvviso; ed anche, mi consenta di dirglielo, irragionevole. Della parola, forse troppo vivace, Le chiederò scusa poi, quando avrò giustificato il concetto. Per sua norma, e sul mio onore, Le attesto che il conte Filippo Aldini è il fiore dei gentiluomini, e dei galantuomini, degno in tutto e per tutto di quell'angelo della sua cara figliuola. Lo innalzo troppo, mettendolo al paragone con la signorina Margherita? E sia; ma se nessuno può starle alla pari, nessuno potrà avvicinarsi tanto a quell'altezza, quanto Filippo Aldini; e questo glielo dico in coscienza dell'anima mia.
[pg!130] — Non è l'opinione di tutti, — notò la signora Eleonora.
— Ed io, — ribattè Raimondo, — non so di tutti, nè di pochi; so questo soltanto, che nessuno, intenda bene, nessuno al mondo, può pensare di Filippo Aldini diversamente da me. Chi ha potuto calunniarlo presso di lei, mentendo e sapendo di mentire?
— Si calmi, signor Zuliani, la prego. Abbiamo bisogno davvero di tutta la calma possibile, — disse la signora Eleonora. — In ogni altra circostanza, mi creda pure, tacerei, non amando io un certo genere di ciarle, che possono degenerare in pettegolate di donnicciuole. Ma si tratta di mia figlia, ed ho l'obbligo di parlare ad ogni costo. Ella mi ragiona dell'amico suo con tanto ardore di convinzione, che debbo credere alla sua sincerità; ma posso anche credere che ella viva in un inganno continuo. L'amicizia, si sa, porta una benda sugli occhi come l'amore. Altri, a cui non fa velo l'amicizia, può aver veduto più chiaro di lei.
— Voglio sapere.... la prego, la supplico di dirmi chi le ha parlato male di lui.
— Male.... intendiamoci. È male per me, che son madre, e su certi argomenti delicati debbo essere scrupolosa; ma può non essere male egualmente per gli altri. Infine, e pregandolo ancora di esser calmo, faccia delle mie parole un uso discreto, da buon cavaliere e da onest'uomo. La sua signora, ieri, seduta lì, dov'è Lei in questo momento, mi ha fatto una pittura del conte Aldini, del suo passato e del suo presente, che senza esser troppo nera, badi, senza esser troppo nera agli occhi del mondo, sarebbe sempre nerissima agli occhi di una madre. Insisto su questo nome, — soggiunse [pg!131] nobilmente la signora Eleonora, — perchè in esso è la mia forza, e la giustificazione del mio operare. —
Raimondo era rimasto attonito, come stordito da una percossa sul capo; e stette lì per alcuni istanti, senza proferir parola, guardando la signora Eleonora.
— Mia moglie! — diss'egli finalmente. — Ma che cosa ha potuto raccontarle mia moglie, contro la verità sacrosanta? —