Qui la signora Cantelli, che oramai non poteva più dissimulare nè attenuare, riferì tutto intiero il suo colloquio del giorno innanzi colla signora Zuliani, tra gli atti di stupore e i dinieghi di Raimondo, che non sapeva stare alle mosse. E narrò ancora dello svenimento di Margherita, che dalla camera attigua aveva potuto udire ogni cosa, o tanto che bastasse a farla cadere, povera innocente, dall'alto delle sue illusioni verginali.

— Fu un grande errore, il mio; — conchiudeva la buona signora; — grande errore di non avere aspettato suo padre, lasciandoci intanto venir troppo attorno il conte Aldini. Ma che vuole? Conoscendo il modo di pensare del mio Anselmo, sapendo che in questi casi si è sempre rimesso al parere di sua figlia, non potendo infine dubitare di Lei, che mi stava garante del carattere di quell'uomo....

— E ne sto garante ancora; — interruppe Raimondo.

La signora Eleonora fece un gesto che voleva dire: ne so abbastanza, della sua garanzia; poi continuò ad alta voce:

— Ora il male è fatto, e bisognerà rimediare. Io sono grata alla signora Zuliani della sua sincerità, se anche [pg!132] questa sincerità è stata cagione involontaria dello svenimento di Margherita. Le ragazze, finalmente, debbono avvezzarsi a questi malanni; la vita ne è così piena! Mia figlia non è più una bambina, del resto; sentirà l'obbligo della sua dignità personale, e si riavrà di questo colpo. Quanto a me, se sono andata un po' a precipizio nel fare, posso consolarmi pensando di essere ancora in tempo a disfare.

— A disfare! a disfare! — gridò Raimondo. — Spero bene che ciò non sarà. Del mio buon disegno avevo scritto a suo marito, ed egli lo ha in massima approvato; nè certo poteva fare altrimenti, conoscendo la mia serietà, come la mia amicizia per lui. Ne va il mio onore, se Filippo Aldini non è pienamente giustificato. Ma si figuri! ciance di donne sciocche, o di giovinotti invidiosi, accolte alla cieca da una graziosa isterica! Eh sì, l'ho detto, e non mi disdico. Il medico me ne parlava ancora iersera. Amo mia moglie quanto ad un uomo è dato di amare una donna; ma la virtù non può andarne di mezzo, nè la giustizia; e la donna che amo non deve guastare i disegni che ho formati in mente, per la felicità di due nobili cuori. Per sua norma, signora mia, l'Aldini è l'onore personificato. Ella vuole concedere qualche cosa a sua scusa, dicendo: leggerezze agli occhi del mondo. Ebbene! non ci sono state neppur quelle. Ma non sa Lei che da quattro anni lo conosco, e da tre, poi, non passa giorno che non ci vediamo, ricambiandoci i nostri pensieri più intimi? La pratica di cui hanno riempite le orecchie a mia moglie, non c'è, creda pure, non c'è; ne saprei qualche cosa io, se ci fosse, perchè [pg!133] Filippo non ha mai avuto segreti con me. Pensieroso, malinconico, sì, un poco, e diciamo pure più del bisogno; ma è il suo naturale, e non occorre cercarne altre cagioni men belle; è pensieroso e malinconico, se mai, come tutti coloro che pensano e sentono, come, tutti coloro che aspettano qualche cosa, che so io? il loro astro sull'orizzonte.

— Vogliamo dire che ne avesse il presentimento? — chiese la signora Eleonora, con accento sarcastico.

— E lo dica pure; sarà nel vero. Non mi ha egli sempre detto di no, quante volte io gli ho fatto proposte, e vantaggiose in sommo grado per lui? Il cuore non c'era, il cuore non aveva parlato. Ha questa volta, no: il cuore è stato preso in un súbito. E badi, non voleva, e non vorrebbe neppur oggi farsi avanti, aspirare alla mano dell'angelica creatura. Egli sa che è ricca, troppo più ricca di lui, che possiede a mala pena un trecentomila lire di patrimonio.

— Noi non badavamo a queste cose; — notò la signora.

— Ma doveva badarci lui, delicato com'è. Vuole di più? Mi stia a sentire. Avendogli io detto che mettevo a sua disposizione cento o duecentomila lire, se occorrevano, per pareggiare le partite, non ne volle a nessun patto sapere. Gli pareva una bugia. Ma che bugia! Se a me piaceva di mettere quella somma a sua disposizione, quella somma era sua, magari per sempre. No, no, mi rispose, non parliamo di ciò; le ragioni d'interesse non vengano ad offuscare quelle dell'amicizia. Ho dovuto cedere io, rimangiarmi l'offerta. Un'anima rara, signora mia; anime tali non ce ne sono molte nel mondo.