— Livia! — mormorò l'Aldini, allibito.
— Sì, Livia. Miracolo! Sapete ancora il mio nome? — diss'ella, nell'atto che si slacciava il cappellino, per gittarlo sopra uno scaffale.
— Che follia! — riprese egli. — Se vi hanno veduta....
— Non sarà stata la prima volta; — riprese ella, accostandosi. — Tu eri per uscire, non è vero? Deponi il tuo cappello, e ragioniamo. A proposito di follie, che cosa diremo della tua, che da due settimane mi annoia? Spero bene che sarà stato uno scherzo. Brutto scherzo, per altro; e sono venuta a dirti che è tempo di finirlo. —
Filippo era stato lì a capo chino, come, in un' ora di temporale, il viandante che aspetta il passar d'una raffica.
— Raimondo, — si provò allora a rispondere, — vi avrà pur detto....
Ma la signora non gli lasciò terminare la frase.
— Raimondo, — sentenziò ella, — è uno sciocco.
— Dite un uomo di cuore. Sì, vi ripeto, un uomo di cuore; e non lo riconosco tale da oggi. Quante volte, e da anni, non ve l'ho io ripetuto?
— Sì, — rispose ella, con un risolino sardonico, — molte [pg!174] volte, moltissime volte, seguitando a tradire la sua cieca fede nella tua amicizia. —