A questo ragionamento si potevano rispondere assai cose. Ma erano di quelle che un uomo, se è cavaliere, non rinfaccia mai ad una donna.
— E n'ebbi sempre rimorso; — replicò in quella vece, umiliato. — L'ho sempre sentito acutissimo, e voi lo sapete. Noi ci perdiamo, vi dicevo ancora, vi ricordate?
— E siamo sempre qui sani e salvi; — conchiuse la signora, sviando quel molesto discorso, più che con la parola, col gesto. — Ma tu non farai questo matrimonio; tu gli dirai che è impossibile.
— Impossibile! Ora? Ma se egli ha tutto ideato, tutto predisposto e concertato a suo modo! Chi mi ha presentato, senza chiedermi se la cosa mi fosse gradita? Chi mi ha cacciato avanti, accompagnatore in servizio, come un altro signor Brizzi, a disposizione delle dame? E potevo io credere, rassegnandomi all'ufficio, che ciò mi dovesse condurre a questo punto? C'è stato, vedete, c'è stato un momento che io ho avuto un sospetto; il sospetto che egli dubitasse di me, e mi volesse imporre un vincolo, per la sua quiete. Sì, l'ho creduto accorto a tal segno, nella notte del capo d'anno, quando egli mi stringeva a quel modo col suo brindisi, e voi, anche voi, vi siete messa dalla sua parte. Forse, dissi allora tra me, anch'ella ha capito; ha capito ciò che assai prima era ben naturale di capire, di prevedere; ed ella mi dà il buon consiglio. Ora egli incalza più che mai; non ho più difesa possibile. Non so, Dio mio.... non so che fare; [pg!175] la mia testa si perde. Domandatemi ogni cosa, fuorchè d'oppormi alla volontà di Raimondo; io non ho questo coraggio. —
La signora Livia era stata ad ascoltare quella lunga difesa, tentennando il capo, battendo le labbra, e sorridendo sarcasticamente al povero argomento che Filippo attingeva da lei, da una sua vana parola.
— E sei tu, tu, che ho creduto un uomo? — ribattè, com'egli ebbe finito. — A voi dovrebbe esser proibito di amare, e di pretendere che si credesse alle vostre parole. Voi siete mediocri. Bastate a formare la felicità di una fanciulla, o ad appagare la sua curiosità, per quel breve spazio di tempo, che può essere un anno, come un giorno. Poi sopravviene da una parte e dall'altra la noia. Voi agli affari, essa alle galanterie. Questo avverrà anche per te, Filippo Aldini, te lo pronostico io, io che non ho amato così. —
Anche qui le si poteva rispondere di trionfo: e voi, bella, che vi vantate di amare altrimenti, che cosa avete fatto poi di diverso? Ma non era Filippo Aldini, l'uomo che potesse rispondere a quel modo.
— Tutto è possibile! — diss'egli, pacato; — ed io, uomo mediocre, non meriterò altro, davvero. Ma la nostra questione non è in ciò che io possa meritare; è in ciò ch'io non posso fare per compiacervi. Pensateci, Livia, siate buona, ed ascoltate le mie ragioni, vi supplico.... —
Ma ella non era disposta ad ascoltar nulla di nulla. Aveva presa dal piano della scrivania una lunga stecca d'avorio, e batteva con quell'arnese a gran colpi sull'orlo [pg!176] del mobile, davanti al quale Filippo era rimasto seduto.
— Oh, a proposito, — gridò ella, mozzandogli in bocca le parole supplichevoli, — perchè non mi dai del tu? —