Così, di chiacchiera in chiacchiera, il vecchio Pasquino era venuto a sapere chi fosse Spinello e di qual parte di Toscana.

—To'—aveva egli esclamato, udendo che il pittore era nato ad
Arezzo.—Abbiamo un altro aretino nel vicinato.—

E accennava col dito a manca, verso una collina poco distante dal Poggiuolo, dove si scorgeva un edifizio di forme robuste, tra il palazzo di campagna e il castello.

—Come si chiama quel luogo?—chiese allora Spinello.

—Colle Gigliato, messere. È un bel sito, ma non quanto il Poggiuolo.
Sa anche qui ci fosse un castello, ci farebbe il doppio di figura.

—No, non guastate il Poggiuolo con una fabbrica così tozza, Pasquino;—replicò Spinello Spinelli.—Amo meglio questa piantata di querci, che campeggia così bene sul fondo e divide in due la prospettiva della valle, lasciando incerti se l'una sia più bella dell'altra. La natura, mio vecchio Pasquino, la natura dispone i suoi quadri assai meglio di noi. Dove volete trovare uno spettacolo più vago! Una costruzione superba su questo colmo non guasterebbe ogni cosa? E ditemi, ora, come si chiama l'aretino di laggiù?

—Dovete conoscerlo, messere, perchè lo dicono d'una potente famiglia.
È un Buontalenti.—

A quel nome, Spinello Spinelli aggrottò le ciglia. Ricordava infatti quel superbo cavaliere e le parole scambiate con lui nel Duomo vecchio di Arezzo.

—Sì, mi pare d'averlo conosciuto;—rispondeva frattanto.—Un uomo tarchiato di membra, dal volto bruno e con un certo piglio altezzoso….

—Oh sì, davvero, il piglio non è bello;—disse Pasquino, ridendo.—Messer Lapo Buontalenti m'ha l'aria d'esser superbo più di Lucifero. E qui, non dubitate, lo vedono volentieri come il fumo negli occhi. Già, non è entrato in dimestichezza con nessuno, e vi fa grazia quando vi rende il saluto. Anzi, scusate, messere, ma qui si fa per dire qualche cosa;—soggiunse Pasquino;—io ho pensato un giorno che se tutti gli aretini fossero come quello lì, non sarebbe davvero un bel vivere, nella vostra città. Grazie a voi, messere, ho cangiato opinione e penso oggi che ce ne sia di buoni e di tristi in ogni luogo.