—Un bel nome e un bel viso, messere. Che Iddio la prosperi com'ella si merita; perchè, in verità, non c'è dama in tutto il contado, e direi quasi in tutta Pistoia, che possa entrare in paragone con lei.—
Spinello Spinelli noci ascoltava già più la sua interlocutrice. Fiordalisa! pensava egli. Fiordalisa! Perchè quel nome, venuto al suo orecchio in quell'ora e in quel modo, come una voce dalla tomba?
Anche voi, lettori, mi chiederete perchè tanta curiosità fosse venuta a Spinello, da farlo discendere a manca del Poggiuolo, anzi che a destra, per avvicinarsi alla casa del Buontalenti. Ma questa non dee parervi una cosa fuori del naturale. Chiunque ha perduto una persona caramente diletta ama il suo dolore e prova come un'amara voluttà a rinfrancarlo, nel culto delle memorie in una sollecitudine quasi infantile per tutto ciò che abbia avuto relazione con l'argomento dei suoi poveri amori, come se nei superstiti, od anche nelle cose inanimate, sia rimasto alcun che del tesoro perduto. Ora, il Buontalenti aveva amata e chiesta in moglie la figliuola di mastro Jacopo di Casentino, prima che questi accogliesse come discepolo il giovine Spinello. Il Buontalenti era stato un rivale; ma che importava ciò, in quel punto, so il Buontalenti lo ravvicinava al passato?
Ed ecco perchè Spinello era disceso verso la Brona, scambio di far la strada degli altri giorni. Quel nome, poi, il nome di Fiordalisa, buttato là dalla vecchia contadina, gli disse tutto. Non già tutto quello che potreste immaginarvi voi, fatti accorti in buon punto, ma tutto quello che egli poteva supporre, nello stato in cui era. Infatti, che cosa doveva significare per lui il nome di Fiordalisa, se non questo, che il Buontalenti serbava fede in qualche modo alla sua fiamma antica? Non potendo avere la bella figliuola di mastro Jacopo di Casentino, messer Lapo aveva voluto sposare una donna che portasse il medesimo nome.
Fatto dentro di sè questo ragionamento, Spinello Spinelli stette ad ascoltare la vecchia contadina. E non vi faccia senso che egli l'avesse salutata col nome di sposa. Nel pistoiese le donne del popolo sono tutte spose, o sposine, per l'uomo che le combina in istrada. Il nome di sposina è un augurio gentile per le giovani; il nome di sposa è una continuazione di giovinezza, cortesemente accordata alle vecchie.
Spinello Spinelli rimase ancora un tratto, chiacchierando con la donna, o, se vi piace meglio, facendola chiacchierare. Indi, preso commiato con un grazioso "arrivederci" scese verso la città, non senza aver dato più d'una occhiata alle mura nerastre del castello del Buontalenti, e pensando involontariamente a quel poetico capriccio che aveva fatto trovare a messer Lapo una sposa col nome di Fiordalisa.
—Ha tradita la memoria della prima!—diceva egli tra sè.—Ma che cosa ho fatto io di diverso? E con assai maggior torto di lui; perchè in fine, egli era un pretendente rifiutato, mentre io…. Ah, padre mio, se voi non eravate, con le vostre preghiere!…—
Era giunto frattanto ad una svolta del sentiero dove sorgeva una rozza croce di legno, piantata su d'una mora di sassi. Colà, di certo, era stato ucciso qualcheduno.
—Ah! fossi io morto,—esclamò Spinello, abbandonandosi a' piedi della mora,—fossi io morto, come questo poveretto! Vi avrei raggiunta, madonna; avrei finito di patire. A che mi giova la gloria, senza di voi? È bello il vivere, quando si spera; è bello il rispondere per opere egregie in mezzo a' suoi simili, quando si può riferire ad una persona cara i proprii trionfi, deporre a' suoi piedi le palme raccolte e gli allori mietuti. Ma io?… Costretto continuamente a mentire, costretto a fingere un sorriso agli uomini che mi lodano, mentre delle lodi loro, e della stessa coscienza di ciò che sono, non m'importa più nulla; costretto a fingere con una povera creatura che mi ama, e che dovrebbe maledirmi; io non so davvero perchè rimanga ancora quaggiù. Signore Iddio, liberatemi da questo peso, che è davvero troppo grave per me.—
Un rumore di passi e di voci dietro la svolta del sentiero tolse Spinello dalla sua triste meditazione. Temendo di esser colto in quel luogo con le lagrime agli occhi, e fors'anche mal soffrendo di imbattersi in qualcheduno, balzò in piedi e corse a nascondersi dietro la mora, in mezzo ad alcuni cespugli d'eriche e d'imbrèntini, ond'era folto il ciglione.