—Se Iddio lo consente, domani. Ma non venire di giorno. Attendi il colmo della notte. Cia verrà ad aprirti. Io troverò un pretesto per escire in giardino.

—Pronta a seguirmi?

—Sì, pronta a tutto. Iddio mi usi misericordia, perchè io ti amo e farò ogni cosa per te.—

Parlavano a bassa voce, guancia a guancia, tenendosi per mano, come persone che vorrebbero separarsi e non sanno risolversi, tanto è forte l'affetto.

In quel mentre, un nuovo rumore si udì dalla rèdola. Spinello mise mano alla spada.

—Zitto!—diss'ella.—Sicuramente è tornato, e questa è Cia che viene a cercarmi.

—Vado a vedere:—bisbigliò Spinello, facendo atto di muoversi.

—No, fèrmati; essa non deve trovarti ancora qui, così tardi! Mio Dio, chi sa che cosa ella avrà già pensato di noi! Lascia almeno che io la disponga a domani. Tu rimarrai qui, fino a tanto che io non sia presso di lei, avviata al castello; indi scenderai verso il portone. Andrai a sinistra e troverai a scala di pietra.—

Così dicendo, si allontanò. Spinello la seguì un tratto, fino al limitare del terrazzo, per stringervi la sua mano e deporvi un ultimo bacio. Ella, si volse con moto rapidissimo, lo baciò in fronte e fuggì.

Il giovane innamorato rimase in sull'ali, pronto a muoversi, appena fosse sparita, e a discendere da quella parte che essa gli aveva accennata. Ma proprio nel punto che egli stava per togliersi di là, udì un grido di spavento, che gli gelò il sangue nelle vene. E subito dopo vide riapparire madonna Fiordalisa, che correva a furia verso il terrazzo, come persona inseguita.