—Come? non siete con lui?
—No, messere, ci siamo lasciati, dopo che egli ebbe dipinto nel camposanto di Pisa. Non lo sapevate?
—Io no; Spinello non mi ha detto niente di ciò. Ma spera che non sarete diventati nemici.
—Per quanto è da me, no, certamente;—rispose Tuccio di Credi.—Del resto, abbiamo avuto da dire su cose da nulla, e il torto è stato il mio. Ho parlato di andarmene ed egli mi ha lasciato andare. Già non gli servivo gran fatto. E da quel giorno sono andato qua e là, per tutta Toscana, in cerca di lavoro…
—E non ne avete trovato?
—Ahimè, messere! Con tutta la miglior volontà del mondo, non son venuto a capo di nulla. Che volete? Non si nasce tutti sotto una buona stella, e la mia è stata la più trista.
—E siete senza lavoro?
—Come voi dite, messere.
—Ma lavora Spinello, m'immagino.
—Sì,—rispose Tuccio di Credi;—quantunque io non riesca ad intendere come gli venga fatto. Voi saprete che egli è impazzito?