Quel giorno, Spinello Spinelli entrò raggiante in bottega. E Parri della Quercia e Tuccio di Credi, opachi e taciturni lavoratori, levarono gli occhi stupiti a contemplare quel giovine cherubino, che non capiva più nella pelle.

—Che c'è?—disse Parri della Quercia.—Vi fiammeggiano gli occhi.

—Lo credo io!—rispose Spinello.—C'è… c'è, amici miei, una grande novità. Ve la dò a indovinare alle cento.

—Dio buono!—esclamò Parri della Quercia,—si tratta di una cosa che vi fa molto piacere.

—Benissimo! Avete indovinato alla prima.

—Eh, che sia una cosa allegra lo si vede dalla vostra cera. Che cosa sia, poi, aspettiamo di udirlo dalle vostre labbra, poichè non basterebbero a noi, nè le cento, nè le mille.

—San Luca! San Luca!—gridò Spinello, saltando, e abbracciando l'amico Parri.—Mi capite? Il giorno di San Luca.

—Cade se non m'inganno ai 18 di ottobre;—rispose Parri della
Quercia.

—Che importa a me quando casca? Volevo dirvi che quel giorno io sposerò madonna Fiordalisa.

—Ah!—disse Parri.—Abbiate le mie congratulazioni. Quantunque, potete anche farne di meno.