Tra i due taciturni viandanti e il cavaliere sconosciuto s'era stabilita quella mezza dimestichezza di veduta, che occorre in simili casi. Ad ognuno di voi sarà certamente capitato di fare quotidianamente una via e di avvezzarvi così a certi sembianti di persone ignote, da farvi parere quasi una trista giornata, quella in cui non vi è dato di abbattervi nelle persone medesime, e in quegli aspetti, ai quali, come suol dirsi, avevate fatto l'occhio.

Il vecchio gentiluomo (perchè infatti lo sconosciuto non era più di primo pelo) aveva notato l'aria malinconica di Spinello, e veduto in lui un uomo che portava nell'anima il peso di una grande sventura. Un sentimento di pietosa curiosità lo persuase a seguire i due taciturni, e per tre volte alla fila vide Spinello andarsi a posare su d'un muricciuolo in piazza di Santa Maria Novella dove restava lungamente assorto nelle sue meditazioni, mentre l'amico andava alle sue faccende per ritornarne più tardi a riprenderlo. Chi erano quei taciturni? E quale era la cagione della tristezza profonda che si leggeva sul volto del più giovane dei due? Il vecchio gentiluomo volle saperlo; e perciò lasciato che Spinello andasse per la terza volta a sedersi in piazza di Santa Maria, corse dietro al compagno.

—Scusate,—gli disse fermandolo,—forse vi faccio una domanda indiscreta; ma il sentimento che mi consiglia è d'uomo che vorrebbe giovare a' suoi simili.

—Messere,—rispose Tuccio di Credi, inchinandosi.—Il vostro aspetto e di uomo ragguardevole. Vogliate dirmi in che cosa io possa compiacervi.

—Vedo ogni giorno con voi un giovinotto dall'aspetto assai triste;—ripigliò il vecchio gentiluomo.—Egli ha certamente avuto a patire una grave disgrazia.

—Maisì, messere, una disgrazia irreparabile;—replicò Tuccio di
Credi.—Gli è morta una donna a cui era fidanzato.

—Ah, dovevo immaginarmelo!—esclamò il cavaliere.—E il suo nome?

—Spinello Spinelli, aretino; ma i suoi maggiori erano di Firenze. La sua fidanzata, poi, era figliuola a mastro Jacopo di Casentino.

—Il pittore?

—Sì, messere, morto anche lui due mesi dopo la sua figliuola.