Pure negli occhi doveva essergliene rimasto abbastanza. E quando ebbe a fare il bozzetto della Santa Lucia per la chiesa de' Bardi, senza volerlo, gittò sulla carta qualche cosa che somigliava abbastanza al tipo della fanciulla.
Quando finalmente la tavola fu esposta all'adorazione dei fedeli, si trovò, nel quartiere, che Santa Lucia somigliava tutta a monna Ghita dei Bastianelli, la figliuola dell'orafo, che abitava per l'appunto nel sobborgo Santo Jacopo.
S'intende che le donnicciuole non erano giunte di per sè a quella conclusione, e che la loro perspicacia era stata aiutata da qualcheduno. Tuccio di Credi, per esempio, passava le mezze giornate davanti all'altar maggiore di Santa Lucia de' Bardi.
—Che vi pare, monna Tessa? Non si direbbe die il pittore ha preso a modello la figlia dell'orafo, che sta qui nel Borgo, nelle case dei Nucci?
—O madonna delle poerine! Ma sicuro, è tutta lei. Vuol essere superba, la Ghita, quando saprà che l'han messa sull'altare, a far la figura di Santa Lucia!
—Eh, bisogna pur dire che la ci ha un visino di santa. È un bel tocco di ragazza, e se non fosse zoppina a quel modo!
—Zoppa, voi dite? Non mi par mica! È vero che cammina un po' stenta.
—E che credete? che sia per le scarpe? È zoppina, vi dico. Ma in fondo, è un difettuccio da nulla, e quando è ferma non ci si vede neanche.—
Questi ed altri erano i discorsi delle borghinelle di Borgo Santo Jacopo, poste in sull'orma da Tuccio di Credi. E voi già immaginate, o lettori, che la cosa giunse all'orecchio di monna Ghita. Io, in verità, non potrei starvene mallevadore; ma credo tuttavia lo si possa ammettere come molto probabile. E non mi stupirebbe se venisse in chiaro che la fanciulla del Bastianelli era andata anche lei, zoppicando un tantino, in Santa Lucia de' Bardi, per vedere quell'immagine, in cui tutti dicevano di riconoscere il suo grazioso visino.
Una cosa io posso dirvi di certa scienza, ed è questa: che Spinello, non sapendo nulla di tante chiacchiere fatte sopra la sua tavola, passava sempre le sue serate sotto gli archi della terrazza, donde intravvedeva la fanciulla, sempre seduta accanto al balcone e intenta a lavorare di cucito.