Spinello s'inchinò, arrossendo.
—Volevo parlarvi in quella vece dell'amicizia che ho per voi,—continuò messer Dardano,—che vorrei vi fosse nota in tutta la sua profondità. Vi amo come un figlio, maestrino mio, e vorrei vedervi felice.
—Felice!—mormorò Spinello.—È forse possibile?
—Se lo vorrete, sì certamente.
—Risuscitate i morti, messere?
—Ahimè, troppo mi domandate. Un solo, al mondo, ha potuto far ciò, e quell'uno non era un uomo;—replicò messer Dardano.—Ma quell'uno sopportò molte miserie e bevve il calice delle amarezze per noi, insegnandoci in questa guisa a patire, a vivere fortemente in mezzo alle prove più dolorose. Siete voi certo, Spinello, di fare il debito vostro, chiudendovi in questa cupa tristezza! E siete voi certo di piacere a quell'anima santa che avete perduta? Credete voi che lassù non si dolgano di vedervi cagionare tanto rammarico al vostro vecchio padre? Pensate com'egli sarebbe consolato se vi sapesse più lieto! Me lo ha confessato ieri un vostro amico, Parri della Quercia, che fu condotto a casa mia da Tuccio di Credi. Un altro che vi ama. Spinello! E voi vedete che io non vi faccio misteri; vengo subito a mezza spada con voi. Orbene, proseguiamo a parlarci schiettamente; vostro padre vuole da voi questa consolazione, l'ultima che potrete dargli, da quel buon figlio che siete. Morrà triste, se non saprà che il vostro spirito ha ritrovata la pace.
—Messere,—balbettò Spinello, confuso,—vorrei…. Lo sa il cielo, se vorrei!…
—Vogliate dunque; dipende da voi;—ripigliò messer Dardano.—Voi dovete ammogliarvi. Una compagna vi è necessaria. Non credete a ciò che sentenziano taluni, che l'artista ha da viver solo, perchè l'arte non vuole rivali. Chi immagina e crea, deve trovare in casa la pace allegra, che ritempra le forze, e il viso sorridente di qualcheduno che l'ama. Si narra d'un gigante, che combattè con Ercole, e che rinfrescava il vigore delle membra, quante volte toccava coi piedi la terra. La terra, per l'artista è la sua famiglia. Fatevi una famiglia, Spinello. E poichè ho udito d'una buona fanciulla che vi ama…. Suvvia, perchè non la sposereste?
—Messere,—disse allora Spinello,—per far ciò che voi dite, bisogna amare. Ed io non amo.
—Pazienza! Cerchiamone un'altra che vi piaccia di più. Quantunque, monna Ghita, che io ho veduta l'altro dì….