—Ebbene,—gli disse Gino,—avete pensato alla cavalcatura e alla guida?

—Sissignore,—rispose il mugnaio,—e siamo abbastanza fortunati, perchè il signor Aminta ci pensa egli.

—Chi è il signor Aminta?

—Quel giovane cacciatore che ha veduto poco fa.

—Che, forse dà cavalli a nolo?

—Nossignore, non ne ha bisogno. È il figlio del re della montagna.—

Gino credette lì per lì che il mugnaio gli raccontasse una favola da bambini.

—Caspita!—esclamò.—C'è un re della montagna, qui? E vive nei dominî di un semplice duca?

—Sicuro;—rispose il mugnaio, sorridendo alla celia.—I Guerri si chiamano così, nel nostro paese, tanto son ricchi. Tutto ciò ch'Ella vede dal monte Cimone all'alpe di San Pellegrino appartiene ai Guerri.

—Ah, capisco;—disse Gino.—Perciò li chiamate i re della montagna. E come mai il figlio del re, senza che io abbia avuto l'onore di essergli presentato, si degna di mandarmi una mula e una guida per Querciola?