Filippo rimase un tratto sovra pensiero, guardando ora la stuoia del pavimento, ora il suo amico Ariberti.
—E non potresti andarci tu, in via degli Argentieri? chiese egli —poscia all'amico.
—Non posso;—rispose l'Ariberti, rannuvolandosi; ci ho le mie buone ragioni per non andare a star là.
—Perdonami, sai;—replicò allora Filippo, che incominciava a sospettare qualcosa;—ma io ci ho le mie per rimaner dove sono.
—Credo d'indovinarle.
—Bella forza! Qui ci sto bene, oramai; ci ho fatto l'uso; ho speso qualche scudo per mettermi in sesto, e capirai…
—Sì, ho capito che non vuoi cedermi il tuo osservatorio.—
Per quella volta non c'era più dubbio; Ariberti voleva toccarlo nel vivo.
—Che cosa intendi di dire?—esclamò Filippo, arrossendo.
—Che tu l'ami; non è egli vero?