Questo bel tipo della specie letterata riuscì sommamente antipatico ad Ariberti. E doveva riuscirgli antipatico del pari il signor professore d'orchestra, concertista di violino a ore perse, con tutta la bontà che spirava dal suo viso aperto e il suo discorso senza pretensioni, perchè fu lui il primo a proporre e il più pronto a combinare per quella sera, in casa della signora Giselda, un piccolo concerto di pianoforte, violino e canto, per cui bisognava invitare anche il tenore e il baritono della compagnia e Dio sa quali altri dilettanti e buongustai, gente fatta a posta per andare in visibilio.

Era quello il mondo della diva, che involgeva Ariberti, dando una pregustazione di tutte le amarezze che gli avrebbe fatto inghiottire. Ma in fondo in fondo, ogni donna non ci ha il suo e non bisogna rassegnarsi a goderselo?

Si racconta da certi viaggiatori, che nella Cina, in quella terra famosa per le sue minuterie di mano e di pensiero, ci siano delle prigioni così gentiline all'aspetto, che ad uno dei nostri Alcidi popolani parrebbe di doverne sfondar le pareti con un pugno, e di voler anche riuscir fuori dal muro di cinta con un semplice colpo di spalla. Eppure, no; le sono così ben congegnate in forma di labirinto, con anditi, viottole, andirivieni, usci, usciolini, toppe, catenacci ed altri simiglianti gingilli, che perfino l'Ercole Farnese perderebbe la pazienza nei primi, e nei secondi poi si sgretolerebbe le dita.

Finalmente i due visitatori partirono. Ariberti per quella volta aveva fatto il provinciale, tenendo fermo il suo posto; e il giornalista politico, duro e stecchito come un granatiere di Federico II, balbettava con garbo la chiusa del suo articolo di fondo, si accommiatò prima di lui. Anche il professore concertista, che aveva bisogno di otto righe di cronaca, gli tenne dietro ossequiente, come fa il chierichetto col prete, dopo la lettura dell'ultimo evangelio e l'inchino di prammatica all'altare.

Al nostro innamorato sembrò che la signora Szeleny avesse dato una piccola rifiatata di contentezza.

—Vi hanno recato un po' di noia?—si provò egli a domandare.

—No;—rispose Giselda.—Il professor Baldi è molto bravo ed è amicissimo col direttore d'orchestra. L'avvocato Germani, poi, è, a quanto dicono, il più influente dei giornalisti di qui. Del resto, è un charmant causeur;—soggiunse la diva, con quella benevolenza che abbiamo tutti per le persone utili a noi.—Una cosa sola mi annoia, ed è questo dover ricevere ogni giorno, quasi ogni ora, quando la mente avrebbe mestieri d'un po' di riposo.

—Signora, io me ne vado;—disse Ariberti, alzandosi dalla sua scranna.

—Perchè?—dimandò ella con aria attonita.

—Ma…: per lasciarvi riposare.