Lettrici (se tra coloro che mi leggono c'è una rappresentanza del sesso migliore) non badate ai paragoni, vi prego.
Pensate invece che il Priore, per solito accigliato e spaccone, non era stato mai così tenero. Egli si mostrava quella notte sotto un aspetto nuovo; Achille diventava Amadigi.
—Del resto,—proseguì Tristano, che sembrava aver preso a nolo quella comoda forma avverbiale,—forse non carico anch'io di bel nuovo la mia pipa di spuma di mare, come ho cambiato tante volte d'amore?
—Ah briccone… Tu devi averne avuto la parte tua, d'avventure galanti! E là in India…
—Che! quello è il meno. In Asia, caro mio, furono amori di principesse, che in Europa non vorrei avere per birraie; ho nutrito la fantasia, avida di novità e di stranezze. In Ispagna e nell'America meridionale, è stato lo stordimento dei sensi. Ma il cuore…. il cuore non l'ho impegnato che al settentrione, in Inghilterra, in Germania, dove dicono che sieno le donne più fredde del mondo. Errore massiccio, di chi non ha mai viaggiato! Gli è invece appunto lassù che si incontrano quei granelli di pepe, che non sai se siano donne o demonii.
—Dev'essere così;—aggiunse Ariberti colla sua infarinatura romantica;—l'ondina e la villi, sono forme nordiche.
—Ed hanno certi occhi strani,—ripigliò il Priore, in cui lampeggia —tanto fuoco di dannazione! Ah vivaddio, almeno c'è passione, c'è —lotta, novità, mistero! E intendo benissimo le tue smanie per questa —polacca…
—Ungherese.
—Polacca, ungherese, è tutt'uno. Non è dessa una zingara dell'arte? E forse, chi sa? potrebbe anche essere uno di quei demoni che hai detto tu, calato a Torino in forma di donna per suggerti l'anima.
—Ah, lo credo ancor io!