—Sì, sì, le grandi faccende che dovete aver voi!—interruppe ella ridendo.—Venite qua, uomo di poca pazienza, e di nessuna fede. Ho da parlarvi, a lungo;—aggiunse, stringendogli fortemente la mano.

A quella stretta sarebbe stato colto anche un orso. Ed Ariberti era un uomo. Dunque potete argomentare che l'ira gli sbollisse ad un tratto e che tornasse mansueto come un agnellino seguendo, anzi accompagnando la diva su per le scale, e temendo quanto più gli venne fatto quella leggiadra manina prigioniera. Chi poi fosse davvero il prigione ditelo voi.

—Purchè non capiti gente a far visita;—rispondeva egli frattanto, mettendo il piede sul primo gradino.

—Non ci sarò per nessuno; siete contento?

—Ah, voi siete un….

—Zitto! Non ho le ali. Se le avessi, sarei tornata prima d'ora. Figuratevi; ho dovuto andare fin quasi in fondo di via Doragrossa, per trovare una certa stoffa… A proposito, siete così buono da tenermi questo involtino?

—Oh povere mani!—esclamò egli sollevandola prontamente di quelle poche once che poteva pesare l'involto.—E così, rinunzierete per un'ora alle vostre visite? Ma potranno credere i Proci che Penelope non è in casa?

—Mi hanno veduto fuori, e lo crederanno;—diss'ella ridendo;—li ho incontrati quasi tutti, il vostro amico dell'Euterpe, l'avvocato Germani, il cavaliere Roberti e via discorrendo. Ma io volavo…..

—Ah vedete? Le avevate, le ali!

—-Voglio dire che correvo in fretta e che non sono stata ad accogliere i loro omaggi.