Quanto al signor Arnaudi, egli non venne meno alla sua fama, e, muto come un pesce, salì in cocchio, felice in cuor suo di aver guadagnato il posto buono.
La carrozza si allontanò, e la signorina Mary chiudendosi nella sua mantellina, si strinse al fianco del suo cavaliere, prima ancora che egli avesse pensato ad offrirle il suo braccio.
Andarono un tratto, silenziosi; ella aspettando che Ariberti parlasse, egli non sapendo che dirle. Finalmente, veduto che egli non avrebbe aperto bocca, ella si pose a rompere il ghiaccio.
—Ho voluto tornare a piedi,—gli disse,—perchè ho da parlarvi.
—A me?—domandò egli, dando involontariamente un sobbalzo.
—-A voi, sì; e a chi altri, di grazia?—ripigliò essa con accento tra stizzoso ed ironico.
—Ma, scusate, volevo dire… di che?
—-Eccone un'altra che vale la prima! Avreste forse paura?
—Io… No, signora; e perchè dovrei aver paura, con voi?
—Ma! che ne so io? Voi altri uomini siete così originali, alle volte! Del resto, per farvi vedere che non c'è da tremare in compagnia della grande demoiselle,