—Io abito in piazza Vittorio.
—Benissimo; andiamo dunque verso la piazza Vittorio. Mi farete vedere le vostre finestre, e poi torneremo a volo. Guardate un po' che degnazione è la mia.
—Ma sì, davvero;—disse Ariberti inchinandosi di molto e alzando in pari tempo il gomito, per modo che la mano della signora Mary si trovò quasi a tiro di un bacio;—-nessuna donna ha mai fatto tanto pel vostro umilissimo servo.
—S'ha a credere?
—Ve lo giuro.
—-Neanche Giselda?
—Neanche Giselda. Ma perchè lei più di un'altra? Io non l'ho mai avvicinata nel suo salotto.
—Strano!—mormorò ella tra i denti, quasi volesse parlare da sè.
—Strano, che cosa?—domandò il giovine, a cui quella parola schiudeva un mondo di vaghi sospetti.
—Nulla, nulla!—rispose ella schermendosi.—Ho io detto veramente strano?