—Sì, lo avete detto. E in che modo è da intendersi? Parlate, via, non mi tenete sulle spine.
—Ah, ah, la vi preme dunque un pochino, molto moltissimo.
—Aggiungete niente affatto, e il giuoco è finito. Io domandavo la spiegazione di una parola oscura; ecco tutto.
—Orbene, ecco qua il senso vero della parola, poichè non voglio lasciarvi colla impressione di aver tenuta a braccetto la Sibilla Cumana. Mi è parso strano che Giselda, a cui siete tanto divoto, Giselda che è così spesso in volta per le vie di Torino, non vi abbia mai dato questa prova di fiducia.
—Che volete? Sarà come voi.
—Mutiamo i termini;—soggiunse Mary, dando una scossa dispettosa al braccio di Ariberti;—dirò invece che non abbia fatto questa prova di confidenza nelle sue proprie forze.
—Ah, e voi vi sentireste di farla?
—Sicuro che mi sentirei… Che specie d'irresistibile vi argomentate voi di essere?
—Io, signorina? Io non mi argomento d'esser nulla. Si ciarla ed io fo la mia parte. Venite dunque ora, e date questa prova di fiducia a me, a voi, a chi volete insomma.
—-No, no, ho scherzato;—disse la bella inglesina, troncando il discorso;—contentatevi che io veda le vostre finestre, per sapere dove augurarvi la buona notte, quando mi avrete ricondotta all'uscio di casa mia.