Così riscaldato com'era, egli non si fermò neanche a considerare che il passo della signora Mary era ardito oltre ogni ritegno di condizione ed ogni misura di convenienza. Ma in questo errore sarebbe caduto anche un uomo più maturo di lui. Tutto ciò che le signore donne fanno per noi è ben fatto; nelle loro debolezze non vediamo che la nostra potenza, e questa poi, siamo sempre disposti a condonarcela. Se si trattasse della fortuna di un altro, oh allora, giù senza misericordia sulle donne che cascano. Ma si tratta di noi…. È forse colpa di quelle poverine, se noi siamo nati irresistibili? E il giorno che si è fatta quella scoperta, come si desina di buon appetito! come ci si stropiccia allegramente le mani!
Lettori, io mi perdo in chiacchiere, e sono già le tre del mattino. Anche i miei due personaggi se ne sono accorti, per l'indiscrezione di non so quale orologio del vicinato.
—Mio Dio!—esclamò Ariberti, col suo solito candore.—Che dirà ora la zia?—
In questo caso, come in tanti altri che ha registrati la storia, da
Eva in giù, la donna si mostrò più forte dell'uomo.
—Che importa?—diss'ella.—Alla fin fine non sono più una bambina. Sappiate, signor mio, che tra due mesi anch'io calcherò le scene e dovrò pure uscir di tutela.
—Ma intanto…
—Ma intanto non vi date pensiero di ciò che diranno le zie. E questo
sia detto sui generali, per tutto ciò che può occorrervi nella vita.
Nel caso nostro poi, non c'è da pensar molto per trovare un pretesto.
Avevo freddo; sentivo lo stomaco vuoto e siamo andati da Biffo…
—A prendere un brodo; benissimo. Ci si potrebbe andar ora, per non dire una bugia tutta intera.
—No, no!—interruppe l'inglesina.—Potrebbero vederci, e ciò non mi garba… colla vostra aria da trionfatore romano.
—Cattiva! Dite piuttosto che temete d'incontrarvi in qualcheduno dei vostri eterni adoratori.