—Finiamola!—ripigliò severamente il signor Amedeo.—Il buon nome della mia casa io non lo salverò mica colle vostre lagrime di coccodrillo. Parlate, e sia per vostra punizione; a qual somma ascendono i vostri debiti?
—Padre mio… non saprei…
—Come?—tuonò il signor Amedeo.—Non sapete.
—Cioè… volevo dire… non mi bastava l'animo…
—Vi è pure bastato per farli! Suvvia, meno chiacchiere; di che si tratta? di sei mila lire?
—Di più;—mormorò tra i singhiozzi Ariberti.
—Dieci?
—Di più. Ah, padre mio, ve ne supplico; uccidetemi colle vostre mani, ma non mi fate morir di vergogna.
—È bene che la conosciate ancora;—notò il signor Amedeo.—E poi, dove sarebbe la moralità, se non aveste a sentire tutto il peso delle vostre opere malvagie?
—Oh, se lo sento, padre mio, se lo sento! Vorrei esser morto appena nato, pur di non esser costato tanti dolori alla mia famiglia.