La marchesa Clementina si fece rossa in volto come una fragola, e chinò la fronte con atto leggiadro, che poteva interpretarsi per un ringraziamento e per un moto di verecondia.
—Signor conte,—diss'ella poscia, cercando di ricondurre il discorso al convalescente;—non le parrebbe che un po' d'aria dei nostri monti…
—Ottimo pensiero!—rispose prontamente Filippo, che si era inchinato a sua volta per quella delicatissima allusione alla recente contèa.
—Gli avevo per l'appunto consigliato un viaggio; ma il buon Ariberto non si mostrava molto propenso ad obbedirmi.
—Obbedirà, non dubiti, obbedirà;—ripigliò la marchesa, colla asseveranza di una donna che sa il poter suo;—l'amicizia ha diritti incontrastabili. Dico bene, signor legislatore?—
Ariberti sorrise ed assentì con un cenno del capo.
—Benissimo;—continuò la marchesa;—sappia dunque, signor Ariberti, che tutto rifiorisce a Rocca Vignale, dove ho passato due settimane, per mettere quella bicocca in assetto. Dio mio, ce n'è voluto; ma infine, credo di averla resa abitabile, e la castellana potrà esercitarvi non indegnamente gli uffici della ospitalità verso un pellegrino come Lei. Voglio credere almeno che non mi farà il torto di posporre Rocca Vignale a Dogliani.—
L'invito non poteva non essere accettato. Non era forse Clementina la signora del suo cuore? Del resto, niente lo chiamava più alla sua casa di Dogliani. Da qualche anno il signor Amedeo aveva pagato il suo tributo alla terra e riposava accanto alla diletta compagna della sua giovinezza. Perciò Ariberti, che già aveva accettato col gesto, stava per aggiungere alcune parole di ringraziamento, molto compassate ed analoghe alla circostanza. Ma Filippo non era più là, per servirgli da uditorio, ed Ariberti lasciò la retorica e l'etichetta da banda, per afferrare la mano della marchesa e imprimervi il più ardente dei baci.
—Siete sempre un fanciullo; il mio bel fanciullo;—soggiunse Clementina, senza ritrarre la mano, ma cercando di rimetterlo a posto sul canapè, dond'egli si era mosso per cadere di bel nuovo ai suoi piedi.—Adesso, amico mio, pensate a risanare; lo voglio. E badate, vo' che risani anche lo spirito, perchè, qualche volta mi esce di riga.
—Oh, perdono… perdono…—mormorò egli, nascondendo la fronte nelle pieghe della veste di lei.