—Sì, non lo nego, l'ho guardata;—balbettò l'Ariberti, confuso;—ma come ne ho guardate tante altre, e non ci sono più tornato.
—Davvero?
—Glielo assicuro.
—Tant mieux! Mi pare di avervelo già detto; è una donna troppa fredda. On ne lui connait pas la moindre aventure.
Quella frase, buttata là a caso dal contino, suonò dolcemente all'orecchio d'Ariberti. Egli, per vero, non avrebbe saputo dirne il perchè, quando pure si fosse fermato a pensarci; ma provava una certa consolazione a sentire che quella superba donna, la quale rideva di lui, facesse piangere gli altri; che certamente erano in molti a sospirare per lei.
E tuttavia, quella risata gli stava sempre sul cuore. Avrebbe voluto chiederne al conte, e saperne, come suol dirsi, l'intiero. Ma sì, per riuscire al suo fine, gli sarebbe bisognato scoprirsi troppo, confessare ch'era stato tutt'occhi per la marchesa, che si era avveduto dall'accenno a lui, e via via tutta una filatessa di cose da non dirsi al Candioli. E poi, anche disponendosi a ciò, il nostro provinciale non avrebbe saputo come prenderla.
Così avvenne che rimanesse colla voglia e colla stizza, non bene affogate più tardi nel pònce, che fu ad un pelo di scottargli il palato. Di tornare in teatro, dopo quella memoranda impresa dei battimani, non sentiva più il desiderio. Anche quella vergogna gli stava sul cuore, e in quel momento poi, anche la marchesa gli era venuta in uggia, per quella sua attonita e altezzosa guardata.
A farla breve, il nostro innamorato era in quella sera un tal misto di contradizioni, che io rinunzio a descriverlo, per non sembrarvi più matto di lui.
In casa, dove finalmente si ridusse colle sue stravaganze, lo aspettava una novità. Sul suo tavolino da notte, appoggiata al piattello del candeliere perchè avesse a dargli subito nell'occhio, stava una lettera per lui. La soprascritta, di mano evidentemente femminile, oltre la calligrafia poco sicura dimostrava un'ortografia male in gambe. E non era qui tutto, poichè l'Ariberti nel rivoltare la lettera, vide che era sigillata colla metà d'una volgarissima ostia.
—Chi diavolo ha potuto scrivermi?—domandò mentalmente a sè stesso.