—Ma vediamo prima…. consideriamo… Infine, di che cosa si tratta?
—Ecco qua. Devo premettere che ho conosciuto, or non è molto, una povera ragazza….
—Ci siamo; une amourette!
—No, non c'è nulla di questo;—disse Ariberti, facendosi rosso.—Quella poverina mi aveva toccato il cuore colle sue disgrazie, e mi accade di farle servizio una prima volta. L'avevo conosciuta per caso, e fu ella che domandò di rivedermi, per chiedermi dell'altro, che non mi diè l'animo di ricusare.
—Fin qui non vedo niente che meriti una riparazione d'onore;—notò il
Candioli, con un burlesco sussiego.—Allez toujours!
—Così ero entrato in relazione con quella giovane, che fa la fiorista in via Doragrossa, e, tra un servizio chiesto e un servizio reso, Ella mi intenderà, ho dovuto rispondere a qualche sua lettera.
—Le avete scritto?
—Sì, cinque o sei volte.
—Malissimo! Non scrivete mai lettere! Imitate Carlomagno, che non ne scrisse mai, et pour cause!—
Ariberti, tutto pieno de' sopraccapi com'era, non ebbe agio di gustare l'arguzia.