—Sta a vedere che non si presenta nessuno!—disse il Bonisconti, veduto che i due compari non c'erano.
A quella supposizione del padrino, l'Ariberti si sentì allargare il cuore. Noto il fatto, anche a risico di abbassare un tantino il mio giovine eroe. Dopo tutto, un piccolo atto di debolezza non è così grave peccato da non meritare l'assoluzione. A quanti giovani soldati, il primo giorno di combattimento, non avvenne di salutare le palle con un moto involontario del capo? Sono piccolezze che non provano nulla. Quanto al mio Ariberti, debbo soggiungere che egli si pentì subito di quel suo moto d'allegrezza, e che ne fece buona testimonianza ai compagni.
—In verità, mi rincrescerebbe,—diss'egli, quantunque un po' tardi;—tanto più ora che ho incomodato due persone come loro.
—Che! Non vorrebbe dir nulla;—rispose il Priore
—Del resto, sono anch'io della sua opinione; queste faccende, una volta cominciate, mi piace finirle e scriverci sopra il motto di Mosca Lamberti.—
Mentre si facevano queste chiacchiere e il mezzogiorno era passato da un bel poco, Ariberti, che stava sempre alle vedette, si spiccò dai compagni e andò oltre due o tre passi sotto il porticato. Egli aveva veduto spuntare da lunge i due padrini del Forniglia.
Erano due così smilzi e male in arnese, che non mette conto descrivere. Il meno sciatto portava un cappello a tuba, inclinato sulle ventitrè ore. L'altro, più modesto, copriva la fronte con uno di quei cappellacci col cocuzzolo basso e tondo, che il volgo toscano chiama pioppini, per la somiglianzà che hanno coi funghi del medesimo nome.
—Eccoci qua;—disse quel della tuba, piantandosi davanti al nostro
Ariberti e facendo cipiglio;—che risposta intende Ella di darci?—
Lo studente sorrise con tutto quel garbo che seppe, e voltandosi sul fianco indicò i due compagni, che quell'altro non aveva a prima giunta veduti.
—Ecco gli amici miei;—soggiunse egli, arrossendo come una fanciulla, ma non senza un principio di dignità virile nell'accento;—vogliano intendersela con loro. Sono i miei padrini ed hanno pieni poteri.—