E strinse la mano ai due valentuomini, che gli avevano fatto quel grande servizio.
—Dove pranza oggi?—gli chiese poscia il Priore.
—Con loro, se accettano il mio povero invito.
—Grazie; sarà per un'altra volta. Quest'oggi è lei che dovrà accettare un pranzetto da noi. Non dimentichi che fino a domattina, e a guerra finita, Ella ci deve obbedienza cieca.
—Padroni, padroni!—sentenziò Bonisconti, con breviloquenza spartana.
Ariberti non seppe che cosa rispondere ad una argomentazione così perentoria e fece quel cenno del capo che comunemente vuol dire: son vinto.
Passeggiarono un'oretta, discorrendo di cento cose, sotto i portici di Po; ma senza che al povero Ariberti venisse fatto di rivedere la marchesa. Vide in quella vece il Ferrero, quella brutta copia di Pilato, e fece vendetta allegra del suo abbandono di quella mattina, gittandogli un saluto per carità, come si getta un soldo nella scodella d'un cieco.
—Guarda con che gente son io,—voleva dire quel saluto a fior di labbro,—e crepa dalla bile.—
Difatti, il Priore, a cui Ferrero diede una sbirciatina curiosa, era un uomo da tirare a sè gli occhi della gente. Chiunque egli fosse, il suo aspetto non era d'uomo volgare.
La sua conversazione, poi, era piacevolissima. Figuratevi un misto di letterario e di cavalieresco, di allegro e di drammatico, di marinaresco e d'erotico, di traffico e d'avventure, di reticenze e di amplificazioni; insomma, un vero caleidoscopio, che co' suoi rapidi e frequenti trapassi vi facea rimanere abbagliati. Parlava spesso d'Oriente, ma senza caricatura, citando a caso, e secondo portava il discorso, le sue memorie di viaggio. A vicenda soldato, cacciatore e mercante, aveva girato l'India, da Ceylan alle falde dell'Imalaia e gli era famigliare la caccia del tigre; anzi, a questo proposito avrebbe potuto mostrare una larga cicatrice sul fianco, dove gli avevano fatto uno strappo maledetto gli unghioni della belva, aggrappatasi d'un balzo all'arcione, mentr'egli si campava da una morte sicura, scaricandole la pistola a bruciapelo nella testa. Per altro, svolgendosi un tratto dal collo il lembo della sua beduina, potea far vedere uno di quegli unghioni, lucente trofeo incastonato in una spilla d'oro, che gli ornava il nodo della cravatta…..