—Benissimo;—rispose il compagno che era quel della tuba sulle ventitrè ore;—del campo ne avranno quanto basta.

—Ne hanno sgomberato veramente un po' più del bisogno;—ripigliò
Tristano;—a noi bastano i dodici passi convenuti.

—Ma, non le pare,—si provò a dire quell'altro,—che a dodici passi… che, infine, la distanza sia troppo breve?

Il Priore lo guardò come sapeva guardar lui, tra curioso e beffardo; indi si strinse nelle spalle.

—Signor mio,—diss'egli, dopo un istante di silenzio,—la scelta delle armi stava a noi, ma le condizioni le han chieste loro; volevano anzi un duello a dieci passi ed io, quantunque la breve distanza potesse piacere al nostro primo, ho dovuto ricusare, perchè…

—Sì, me ne ricordo;—interruppe quel della tuba.

—Perchè,—continuò implacabilmente il Priore,—quella di dodici passi è la misura più stretta che sia consentita dai codici cavallereschi di tutto il mondo civile, affinchè il duello alla pistola sia un combattimento e non un assassinio da far torto ai padrini che lo avessero lasciato commettere. Se ne rammenta?

—Gliel'ho detto poc'anzi.

—Orbene, siamo rimasti d'accordo sui dodici passi; sparare fino a tanto che piacerà loro, nel limite di sei colpi, dopo i quali rimanesse in nostro arbitrio di concedere e di rifiutarne la continuazione; e noi non abbiamo a vederci più altro. Se vogliono una distanza più grande la domandino e vedremo di contentarli.—-

Quell'altro si accorse un po' tardi che col Priore non c'era da far nulla, e rimase lì grullo a guardarlo.