—A Lei, dunque, si faccia onore;—gli disse.—Il furfante era venuto per ricattarla e si trova acchiappato nella sua trappola. Miri giusto e dia un esempio. Da questo momento dipende tutta la sua fortuna. Si sente un pochino di rimescolìo in corpo? Non ci abbadi; è accaduto a tutti una volta. Faccia franca, sguardo ilare, ecco quanto ha da vedere la gente. Ieri, se lo lasci dire da uno che è vecchio, Lei era ancora un ragazzo; oggi diventa un uomo. Cominci bene; sia un uomo prode. In quanto all'esito, è certo; gli avversarii non si sentono in gambe.—

Ariberti era giovine e nuovo a quei cimenti, ma sentiva altamente di sè.

—Sono tranquillo;—rispose,—e sappia, signor Falzoni, che non tremerò davanti alla canna di una pistola. Nel mio piccolo, ogni qual volta mi s'è voluto far l'uomo addosso, ho fatto le mie scartate senza badarci più che tanto. Di questi avversari, poi, ne voglio cento.

Tristano sorrise, notando quei bollori ch'egli stesso aveva accortamente suscitati.

—Ben detto!—rispose, con accento affettuoso.—Ma siccome la pistola è un'arme pazza, e quella di un briccone o d'un vile può fare buon colpo come quella di un galantuomo o d'un prode, io le darò il modo di far riuscire a vuoto il colpo dell'avversario.—

Così dicendo, gli metteva in dito un anello. Ariberti chinò gli occhi a guardarlo. Era un cerchietto di argento grossamente lavorato, che portava nel castone una pietra nera e lucida, sulla quale erano incisi alcuni segni d'una lingua ignota per lui. Che cos'era? arabo? ebraico? copto o caldeo? Per Ariberti, nuovo alle scritture orientali, poteva anche esser sanscrito, o cinese.

—Non rida;—soggiunse gravemente il Priore;—il talismano perderebbe tosto ogni efficacia. L'ho avuto in dono da un savio imàno di Bagdad. Questi segni che vede incisi sulla pietra sono il suggello di Salomone, che fu un gran re ed anche un gran mago, poichè assoggettava ai suoi scongiuri e incatenava con una semplice parola gli spiriti buoni e malvagi. Mi ha detto l'imàno che qui dentro è imprigionato uno spirito buono, in espiazione di un antico suo fallo. Compiuto il castigo, la pietra si spezzerà da per sè e lo spirito potrà ritornare all'aria libera; intanto egli è utile a chi porta l'anello in dito, guardandolo contro il mal occhio e stornando ogni infortunio da lui. Le parrà strano, incredibile; nè io sto pagatore di tutto ciò che ha letto in queste cifre il vecchio di Bagdad; ma questo le posso dire, che io stesso ho sperimentato più volte la bontà del talismano e sono uscito incolume da molti pericoli.—

Credeva il Priore a quello che veniva snocciolando? Io penso di sì, ricordando esempi moltissimi di uomini così fatti; veri impasti di temerità e di debolezza, di spirito forte e di superstizione, assai più frequenti che non si creda in mezzo ad una gente usa a trattarsi lì per lì, senza guardare un tantino di là della buccia. Gli amuleti, poi, il mal occhio, ed altre consimili diavolerie, sono antichi come la paura, cioè a dire come le relazioni dell'uomo col mondo, e chi ha viaggiato molto, segnatamente presso i popoli meno inciviliti, o più vicini all'infanzia, che torna lo stesso, più facilmente se ne appiccica.

Del resto, credesse Tristano o no, a quel che diceva, si può ammettere che sapesse benissimo quel che faceva. Ariberti, infatti, fece tanto d'occhi al discorso del suo padrino e prese quei lustrini per oro di coppella.

Giunti all'aperto sulla neve, i due avversarî furono collocati l'uno di rimpetto all'altro, alla distanza di quei dodici passi che sapete. Il Priore, che mostrava di essere nella sua beva, fu nominato mastro di combattimento.