— Per l’appunto. Quando si parla d’un naso, non può essere che lei. Che naso! Ai miei tempi, vedete, non usavano.
— Ed oggi, Donna Flora, posso assicurarvi che sono appena tollerati.
— Ah, meno male! E così strano! strano quasi come il suo casato. Che santo è questo Oronzio? Esiste nel calendario?
— Chi lo sa? Certo, non è dei buoni.
— Ah, questa è nuova. Perchè?
— Perchè quello è laggiù, Donna Flora, e i Buonsanti son qua. Me la passate, questa?
— Come no? è spiritosissima. Lo hai sentito, Serena? —
La duchessa rispose con un cenno del capo e con un sorriso blando; ma tornò subito con gli occhi alla scena.
— Ancora un arrivo! — mormorò la marchesa. — Ma questa sera, tanto per cominciare, vogliono venir tutte verso la fine del prim’atto? Vedete un po’ cavaliere, da questa parte, tre palchi dopo il nostro. Son due dame; madre e figlia, a quanto pare, o zia e nipote. —
Il Buonsanti impugnò il binocolo, e piantatosi col busto avanti e i gomiti alti nel mezzo del palco, puntò le lenti sulle nuove venute.