— Ma.... che so io? — balbettò ella. — Viaggiare. C’è tanto da vedere sulla terra! Non siamo noi per ciò venuti in Europa? —

E si fermò, guardando maliziosamente il signor Massimo.

— Finite, miss, ve ne prego; — diss’egli.

— Finite voi, signor conte; — rispose ella, mentre apriva, richiudeva e tornava ad aprire il suo ventaglio giapponese.

Il conte Massimo si provò a dire il resto.

— Mi date licenza, — mormorò egli, — di venire.... in America? —

Miss Madge sorrise, arrossì ancora; e poi, con la sua ingenuità birichina, gli disse:

— Signor conte, l’America è grande, è ospitale. Non c’è bisogno di licenza, per visitarla.

— Ah! — gridò Massimo infervorato.

Il fruscìo d’una veste si udì e la porta della camera attigua si aperse. Massimo aveva già afferrato l’albo della signorina, che era posato sulla tavola.