— In America, capisco; — disse il commendatore. — Ma in Roma dovrebbero essere assai meno.

— Ragion di più per sapere chi sono quelle due.

— Ma, ecco... un certo nome.... L’ho sentito ancora ier l’altro, in piazza Colonna, all’ora del corso. Wilson, Thompson, Jackson, Dikson.... Son tutti in son, questi benedetti nomi! e non si sa mai come son! —

L’uomo saggio deve saper bastare a sè stesso. Il commendatore Buonsanti, per quella volta, dovette farsi i complimenti da sè. Proprio in quel punto entrava un visitatore nel palco.

Quel visitatore era Almerico di Montegalda, vicentino, conte, non ricchissimo di censo, ma gentiluomo compito, cortese di modi e semplicissimo; con quel suo aspetto severo, che gli aveva meritato presso gli amici il nomignolo di Guardasigilli. Non era, in verità, che segretario particolare del ministro di grazia e giustizia; ma la gran dignità del portamento, la compostezza, direi quasi la rigidità della persona, e la gravità del discorso, che contrastava anche molto con la sua aria di gioventù, facevano dire agli amici che il portafogli sarebbe stato meglio nelle sue mani, anzi che in quelle del piccoletto, irrequieto e nervoso suo principale. — «Hai l’istinto della grazia; — gli dicevano; — hai l’amore della giustizia; sei un guardasigilli nato». — «Sì, — rispondeva egli ridendo, — e morrò procuratore generale del re, se pure mi avverrà di restare in servizio. Perchè, già, a dirvela schietta, una casina sul monte Berico, con un migliaio di scelti amici sugli scaffali, dovrebbe valere tutte le grandezze del mondo». —

Lo innalzavano, ed egli si schermiva, non voleva saperne di ambizioni; possedeva anche la modestia, quella cara modestia, che accresce tutte le altre qualità dell’uomo, agli occhi di coloro che sanno apprezzarla. Ordinariamente, si sa, riesce meglio la sfacciataggine.

La duchessa Serena accolse benissimo il Montegalda. Quel simpatico giovane era un amico sincero e discreto, non invasore, non desideroso di parere intimissimo, come sogliono essere gli amici delle belle signore; misurato nelle sue relazioni, rifuggente dalle modeste assiduità, non reputava necessario di buttarsi ai piedi di una donna, per il solo fatto di esser ricevuto in casa sua, e di essere amico dell’uomo preferito da lei. Un miracolo, vi dico, un miracolo d’uomo. Ne nascono ancora, sapete? quantunque, riconosco ancora io che non se ne trovano ad ogni cantonata, come avviene di tanti altri documenti umani.

— Son venuto per tempo, duchessa, per esser dei primi a salutare la vostra apparizione, — disse Almerico, prendendo accanto a Serena il posto che gli aveva ceduto il Buonsanti. — Tra poco ci sarà piena, ed io avrei corso il rischio di non giungere fino a voi.

— Credete che ci sarà piena? — domandò la duchessa.

— Signora, non si parlava d’altro, poc’anzi, che della vostra venuta, — rispose Almerico. — È naturale che tutti gli amici che l’hanno osservata, vengano a farvi riverenza.