— E così, — diceva intanto mistress Eliza, — siete andato a passeggio, col nuovo amico di Roma.
— Sì, milady, col vecchio amico; — rispose Massimo, cambiando destramente l’aggettivo. — Mi era capitato tra i piedi, e non potevo liberarmene. Lo avevo anzi presentato al marchese di Monte Carmelo, e la conseguenza fu questa, che si dovette rimanere tutta la sera insieme.
— Ah, ricordo che eravate in tre, alla Villa Nazionale; — disse mister Montgomery. — Ed era quel signore alto e bruno?
— Per l’appunto.
— Romano, avete detto. Chi è?
— Un Savelli.
— Savelli! — esclamò l’americano. — Aspettate! Colonna.... Orsini.... Caetani.... Mi avete detto i nomi delle più antiche famiglie di Roma. E tra queste c’è anche la Savelli, non è vero?
— Verissimo; potete dire la più antica, perchè è citata nella storia prima di tutte le altre. Ha dato due papi, nei primi secoli della Chiesa, e questi papi furono anche santi. Ma a voi questo particolare importerà meno, sir Montgomery....
— Oh! importa moltissimo; — rispose il Lockwood. — In Germania abbiamo conosciuto un discendente di Lutero. Tutte illustrazioni! Stanno bene, in famiglia. E questo principe Savelli è venuto a Napoli?
— Sì, di passaggio. Va nelle Puglie, dove ha qualche possessione. Credo che parta domani.