— Che ci volete fare? — esclamò egli poscia. — Il caso, amico mio, il caso che ha condotto me sul filone d’argento nativo, il caso ha voluto che trovassimo il romano per le strade di Napoli. Ma a Roma, dopo tutto, sarei ritornato. Non vi ho detto io che possedevo una lista di nomi? In questa lista era anche il vostro amico segnato, e dei primi. —

Massimo chinò la testa, abbattuto, ma non rassegnato.

— Io dunque, signor Montgomery, — diss’egli omettendo per la prima volta il «Sir», — non ho da sperare più nulla da voi?

— Ma.... non saprei! Che cosa intendete di dire? Potete contar sempre sulla mia amicizia; — rispose l’americano. — Se voi non foste ricco e vi bisognasse la mia borsa, sarei qua, pronto sempre ad offrirvela.

— Grazie, è troppo poco, in confronto di ciò che io speravo da voi; — replicò il giovanotto. — Ma ditemi ancora; così disponete del cuore di miss Madge?

— Mia figlia obbedisce.

— È il suo dovere, lo capisco; ma potrebbe soffrirne. E se il suo cuore non ratificasse il vostro.... contratto?

— Caro mio, non sono così cattivo padre come voi mi credete; — rispose il signor Lockwood. — Mia figlia ha ratificato.

— Ah! veramente?

— Come ho l’onore di dirvi. Confido un segreto alla vostra amicizia, alla vostra lealtà. Iersera si è fatto in casa un piccolo consiglio di famiglia.