— Carina! — esclamò il Mattei. — Tu m’hai l’aria di farle grazia. È una bellezza. Ci sono tutti i nostri giovinotti in subbuglio, per quel bottoncino di rosa.

— Infatti, — disse la marchesa Flora, — nessuno va a prender aria, o a fumare l’orribile spagnoletta nell’atrio. Vedeteli tutti là, nelle sedie chiuse e nei palchi di prima fila incantati a guardarla. E mi pare che la guardino anche dalle altre file, — soggiunse, levando gli occhi e passando tutti i palchi in rassegna. — C’è un gran lavoro di binocoli, per miss Madge, e per la sua miniera d’argento. Vo’ vederla meglio ancor io.

— La miniera? — domandò il commendatore Buonsanti. —

Donna Flora non gli rispose; non si voltò neanche dalla sua parte. Quella sciocchezza non meritava l’incomodo. Del resto, la curiosissima signora voleva veder bene quella fanciulla, tanto decantata dal Mattei, tanto ammirata da tutto il teatro.

Anche la duchessa guardò, non potendo fare altrimenti, poichè tutti parlavano della bionda americana.

— Sì, è bella, — mormorò, deponendo tosto il binocolo.

— È bella d’un genere strano; — ripigliò il Mattei. — Vi prego, Donna Serena, di badare ad una particolarità. Ho detto un bottoncino di rosa, per la gioventù e la freschezza; ma nel fatto la bellezza di miss Madge è sul fare della viola mammola. Poca apparenza a tutta prima: una figurina gentile, ma di lineamenti forse troppo raccolti, o non ancora formati, non sviluppati del tutto; ma poi, a ben guardare, una grazia che incanta, una finezza di carnagione.... Proprio come i petali della viola mammola, con quel calicetto nel mezzo, così soavemente colorito e delicatamente venato!... Una bellezza profonda, intensa, ottenuta nella semplicità delle forme.

— Che ardori, caro Mattei! che cognizioni della materia! — esclamò il commendatore Buonsanti. — Anche la semplicità, ci hai trovata, per andare in visibilio?

— Che vuoi? Siamo grandi, noi altri, ed accogliamo tutti i generi. Roma qualche volta si ricorda delle sue origini, e s’innamora della semplicità.

— Sfido io, con una miniera d’argento in prospettiva! — replicò il commendatore. — È una semplicità... composta di molti numeri.