— Altre notizie, Mattei? — disse la duchessa, sviando il discorso. — La questione del Savelli col Riccoboni è finita?
— Sì, finita, finitissima. Ci sono state spiegazioni soddisfacenti, e i due campioni si sono rappattumati quest’oggi. Me ne ha parlato Massimo, ancora pochi minuti fa. —
La duchessa Serena represse un piccolo moto del suo cuore. Massimo a teatro? Ah, tanto meglio! Ogni pericolo era svanito, e il conte di Riva sarebbe venuto a vederla. Ma perchè non era egli ancor giunto?
— Ne sono contentissima; — rispondeva frattanto a Nino Mattei. — Sono sempre cose dispiacevoli, questi dissapori tra amici! —
Almerico di Montegalda si era alzato, per prender congedo.
— Ve ne andate, conte? — diss’ella.
— Sì, duchessa, e il perchè ve l’ho detto; — rispose Almerico, sorridendo.
— Vi vedremo qualche volta? — ripigliò, stendendogli la mano.
— Sicuramente! Grazie! — rispose Almerico, inchinandosi di bel nuovo. —
E stretta la mano gentile che gli era proferta, e ripetuto l’atto e il saluto per la marchesa Flora, Almerico di Montegalda prese commiato.