— E perchè?

— Perchè, te l’ho detto, perchè non ardisco.

— E non ardisci, perchè non ami abbastanza. —

Almerico diede al cavaliere Buonsanti una guardata, più eloquente a gran pezza di tutte le risposte possibili.

— Allora, io non ti capisco — ripigliò il cavaliere. — Ami, sei un uomo leale, ti vedi bene accetto, ti sai apprezzato per quel che vali, e ti manca il coraggio di dire quel che senti? Il coraggio non è da tutti, lo so; ma il sentimento del dovere può comandare anche ai pusillanimi un atto di eroismo. E qui non ti si domanda neanche di essere un eroe. Vedete che gran sacrifizio, da tremar tanto!

— Tremo, sì; — disse Almerico. — È il caso di tremare, quando si ama davvero. A parlare, certe volte, si guasta.

— E a tacere non si fa strada; — ribattè pronto il Buonsanti. — Ah, se foss’io in ballo, e con vent’anni di meno!...

— Stile romantico, non è vero?

— Ma sì, romanticissimo. Mi sarei già buttato a’ suoi piedi, le avrei detta la grande parola, ed anche soggiunto: ora, voi disponete di me, signora, come di un vostro servo; la mia vita e la mia morte sono egualmente nelle vostre mani. Ma tu sei classico! Falle almeno un’anacreontica!

— Non so far versi; — rispose Almerico.