— Di scegliere, sì, — replicò il Buonsanti, compiendo egli la frase, che esciva stentata dalle labbra di Almerico. — Ma perchè ella scegliesse, tu dovevi metterti innanzi. E questo non lo hai fatto. Per buona sorte, sono qua io.
— E tu non farai nulla! — disse Almerico.
Il cavaliere Buonsanti guardò ancora il suo giovane amico, ma accompagnando l’occhiata con un riso sarcastico.
— Ancor qui dovrò passar prima sul tuo corpo? — gli disse. — Bada, Almerico! non saresti più in tempo. Quello che tu non osavi fare, io l’ho fatto.
— Che? tu le hai detto?...
— Che sei innamorato, sicuro. Non ho detto immensamente, perchè il tuo avverbio lì per lì non mi è venuto alle labbra. Credo per altro di averle detto che sei innamorato violentemente di lei; che l’amor tuo è così grande da non poterti escire neanche la confessione sua dalla bocca, quantunque tanto già ne tralucesse dagli occhi.
— Tu hai detto ciò? Ed ella?...
— Ed ella, capirai, ha sorriso.
— Non era una risposta.
— Chi lo sa? Volevi forse una confessione per interposta persona? —