I quattro personaggi, così posti in relazione, si salutarono cerimoniosamente; poi fecero riverenza al cavaliere Buonsanti, ed uscirono. Un’ora dopo ritornavano solamente due di essi, il Pamparato ed il Nisio, per dar notizia di ciò che era stato combinato. Alle tre dopo il mezzogiorno; in una vigna ai prati di Castello; arme, la spada; le condizioni, quelle della spada; seguire fino a tanto che ognuno dei combattenti, ferito o no, potesse regger l’arme nel pugno.

Il cavaliere Buonsanti aveva ancora quattro ore da attendere. Era un po’ troppo, per la sua impazienza, e per altre ragioni sue, facilissime ad intendersi, chi pensi alla grande amicizia che egli aveva per Americo di Montegalda. A lui, quando i padrini lo ebbero lasciato libero, a lui fece tosto una visita.

Almerico stava nel suo studio, ma inquietissimo. Il ministro non c’era. Se fosse stato presente, avrebbe mandato il suo giovane segretario a passeggiare, a prender aria, a distrarsi; ed Almerico avrebbe colta l’occasione per correre dall’amico Buonsanti. Perciò, immaginate con che cuore accogliesse la sua visita, e con che ansietà dipinta nel viso.

— Calma! — gli disse il cavaliere, stringendogli la mano. — Perchè così inquieto?

— Per te, Alessandro, per te. Non ne potevo già più. Volevo lasciare una lettera per il ministro, e venire da te, per sapere qualche cosa.

— Non avresti saputo nulla, caro mio; — rispose tranquillo il Buonsanti. — Non c’è ancor nulla di stabilito. Fai dunque il tuo lavoro con animo sereno; ci vedremo ancora questa sera.

— Come? — esclamò il Montegalda. — Niente per oggi?

— No, forse domattina.

— C’è ancora un forse?

— Eh, caro mio, tu sai come si procede, in queste materie. Ci sono tante formalità, da dar dei punti all’amministrazione della giustizia italiana. Non ti confondere. Ho in questa opinione consenziente il tuo ministro. Benedetti padrini! Quando due coppie di gentiluomini sono nell’esercizio di queste funzioni, non c’è caso di farli andar lesti; pontificano, e con le cappe di piombo. Io sono venuto a dirti queste cose, perchè tu non avessi a stare in pena. A rivederci questa sera. Anzi, senti: vuoi che pranziamo insieme?