— Ebbene, se io lo conosco, non vi permetterò di toccargli un capello. Aspettate! — disse il Buonsanti. — Se potete venir fuori e montare in carrozza, potrete anche sentire quattro parole sincere. Se siamo amici, come i nostri padrini hanno voluto, dobbiamo far patti chiari. Del resto, signor conte, ho avuta tre volte la vostra vita sulla punta della mia spada, ed ho il diritto di farvi sentir ragione. Signori, permettete! — soggiunse ad alta voce il cavaliere di Carpigliano, volgendosi ai medici e ai padrini. — Debbo dire alcune parole da solo a solo. —
Padrini e medici si ritirarono, lasciando il cavaliere accanto alla sedia rustica su cui era seduto il conte di Riva. Il dialogo fu lungo; e parlò quasi sempre il Buonsanti.
Quando questi fe’ cenno agli altri che potevano accostarsi, il conte di Riva era bianco nel viso come un cencio lavato.
— Vi sentite male? — gli domandò il suo medico.
— No, — rispose Massimo; — il cavaliere di Carpigliano mi raccontava certe cose.... che hanno scombussolate tutte le mie povere idee. Debbo ringraziarlo.... — soggiunse, con voce stentata. — Debbo ringraziarlo.... della sua comunicazione. —
Di bianco che era, il povero conte Massimo era diventato livido, quasi verde. Non aspettiamo che gli venga l’itterizia, e seguitiamo la parte avversaria, che, dopo i saluti d’uso, è rimontata in carrozza.
— «Cribbio», che giuoco! — borbottò il conte di Pamparato, stringendo la mano al Buonsanti. — Permetti che io te ne faccia i miei complimenti. Quella tua spada fiammeggiante mi ha ricondotto col pensiero ai bei tempi che incominciavo a studiare la Storia Santa. Mi pareva infatti quella del Cherubino, all’entrata del Paradiso terrestre.
— Ah sì, «Pamparà»! — rispose il Buonsanti, ridendo. — E dici più vero che tu stesso non pensi. È infatti un paradiso terrestre, quello che ho chiuso per sempre al signor conte di Riva; e in mancanza di Cherubini, veglia la spada del tuo vecchio «Carpijan», a custodia del passo. —
XX. Per finire.
Il conte Almerico di Montegalda aspettava l’amico Buonsanti, come aveva promesso. Alle sei il Buonsanti doveva venire; alle sei in punto comparve.