— Come lo dici!
— In quel modo che si dicono queste cose. Ti pare strano che io t’invidii? Ho il cuore in fiamme, la testa fuori di squadra, e un diavolo per occhio.
— Povero Massimo, quante disgrazie in una! Vieni dunque, e lasciamo «le foreste imbalsamate» per un’altra sera. Dove vuoi che andiamo? Da te?
— No, — rispose Massimo, — è troppo lontano, dai Santi Apostoli. Non abiti tu qui presso?
— Eh! — disse Almerico. — Qui presso, non tanto! a Fontanella Borghese. Ma perchè ad ogni modo bisognerebbe passare di lì o molto vicino, andiamo pure a casa mia. —
Erano scesi, frattanto, e avevano presi i loro pastrani dal custode.
— Anch’io ero sciocco, — borbottava Massimo — a credere di poter dare una capatina in teatro, senza essere veduto e annunziato alle turbe.
— O perchè venirci, allora?
— Non te l’ho detto? ero sciocco.
— E perchè poi esser sciocco?