— E come! ma in due sole parole. Ella aveva esclamato: «Dio! come è bella!» Ed io, sospirando, sottovoce: preferisco voi!

— Allora lei, lo indovino, — disse Almerico, ridendo, — ti ha replicato: «veramente?»

— Sì, hai indovinato; ma proferì la parola con un filo di voce, e i suoi begli occhi lampeggiarono. Sono innamorato, ti dico, son pazzo di quella creatura divina. Ieri mattina mi disse: «andiamo all’Apollo, sapete?» Lo immaginavo, e incominciavo appunto a tremare. — «Vi vedremo?» soggiunse. Capisci, Almerico, che condizione terribile, la mia! Avevo la questione del Savelli e del Riccoboni, che per verità non mi dava molto pensiero, ma l’aggravai anche per miss Madge, come l’avevo aggravata per.... quell’altra. — «Un minuto, per salutarvi, per rallegrarmi l’anima in un raggio di luce» — le dissi. E andai a teatro; con che timore, lascio immaginare a te. Entrato nel palco, stetti indietro, accanto a mistress Lockwood. Miss Madge avrebbe voluto farmi guardare qua e là, per dirle il nome di alcune dame romane, che erano nei palchi dietro di noi. Era un bell’impiccio per me! Trovai una scusa. Non volevo farmi vedere da mia zia, la vecchia marchesa Villabruna, che altrimenti sarei stato costretto a visitare nel suo palco. — «Andateci, e ritornate ancora da noi» — mi disse miss Madge. Sì, proprio, andarci! Avevo i minuti contati; ero aspettato ad un appuntamento dei padrini avversarii. Così mi salvai. Ma mi salverò egualmente un’altra volta? È uno stato intollerabile, il mio; capisci? intollerabile. Ed amo miss Lockwood! l’amo, l’amo, l’amo! —

Ripeteva il suo gran verbo, il conte Massimo di Riva; lo ripeteva, rinforzando la voce e l’accento, per farsi coraggio, per fortificarsi nella sua risoluzione.

— È una fanciulla; bada! — rispose Almerico, dopo un istante di pausa ed un pensiero malinconico rivolto alla duchessa di San Secondo. — Qui c’è il duca Torlonia e c’è il parroco di Sant’Eustachio. Cioè, no, il parroco non ci ha da essere, ma non mancherà il suo riscontro della chiesa riformata, od altra delle cento che fioriscono nella libera America.

— Ebbene, che importa? — gridò Massimo. — Quella è una fanciulla, tu stesso l’hai detto; una fanciulla è tutt’altra cosa. —

Almerico di Montegalda fece qui una pausa più lunga assai della prima.

— Che cosa pensi, ora? — gli chiese quell’altro.

— Penso alla tua distinzione; — disse Almerico. — È curiosa ed ha una grande parte di vero. Sarebbe bene che, scambio di abolire la bella usanza in India, si volesse estenderla anche all’Europa.

— Quale usanza?