Capirete, per altro, che disse dentro di sè, meditando le parole, senza lasciarle sfuggire di bocca. Alla baronessa Coselli diceva in quella vece, inarcando le ciglia:
— Coincidenza!... Non capisco.
— Sì — rispose la baronessa — coincidenza di una certa miniera d’argento, che andava a Napoli anch’essa.
— Diamine! Una miniera!... — balbettò Almerico, costretto a seguitare un discorso che gli dava una noia maledetta.
— Una miniera viaggiante; — replicò la baronessa. — Vi fa forse maraviglia?
— Eh, vi confesso ingenuamente che me ne fa, e molta! — diss’egli. — Se si trattasse della Valigia delle Indie, meno male. Quella, oramai, c’è avvezza a viaggiare; ma una miniera....
— Americana e bionda; — aggiunse la baronessa Coselli.
— Allora, — disse Almerico, sforzandosi tuttavia di sorridere, — una miniera d’oro.
— No, bionda e d’argento. Contraddizioni, che volete! Ma non vi parranno più tali, quando saprete che è miss Lockwood.
— Tombola! — fu lì lì per esclamare Almerico.