Almerico non sapeva donde incominciare.
— Massimo vi avrà scritto; — balbettò.
— Ecco che cosa mi ha scritto; — rispose ella aprendo il cassetto d’un tavolincino di lacca giapponese. — Avevo riposta qui la sua lettera, per farla leggere a voi. —
Almerico prese la lettera e lesse. Pochi versi di scritto: niente più di quello che era stato concertato in casa sua. Correggiamo, per altro; c’era qualche cosa di più, che Almerico non avrebbe mai consigliato, nè ammesso: un’aridità spaventosa. Massimo aveva pensata la sua grande bugìa, ma non l’aveva altrimenti circondata di nessun fiore d’eloquenza. Almerico tremò. — «È impossibile, — pensava egli, leggendo, — è impossibile che ella si persuada, con queste ragioni. Se egli ha creduto che i fiori dovessi aggiungerli io, s’è ingannato. Mentire, quando non si può far altro, pazienza! Ma mentire anche artisticamente, e per gli altri, no, mille volte no!» —
Trasse un sospiro, poichè fu giunto alla fine, e rese la lettera alla duchessa.
— Ma sapete che è orribile, quello che il vostro amico ha fatto! — esclamò la signora. — Giuocar la sua fortuna a quel modo!
— Pur troppo! è orribile! — mormorò tristamente Almerico.
— E dove, poi? — ripigliò la duchessa. — Ho chiesto, come si possono chiedere queste cose, ma senza venire a capo di nulla. Ci sono tante brave persone, a questo mondo, così felici, così contente, quando possono darvi un dispiacere, che io mi maraviglio come m’abbiano risparmiata, in questa occasione. Neanche la baronessa Coselli sapeva niente di ciò; lei che sa tutto! Mi son confidata, ier l’altro.... non vedendovi giungere!... mi son confidata al cavaliere Buonsanti; ed egli, molto discretamente, ha cercato d’informarsi. Inutilmente! In nessuno dei circoli conosciuti di Roma, frequentati dal conte Massimo, in nessuno il vostro amico era più stato da molti giorni; in nessuno si aveva notizia di grosse perdite al giuoco. Che vuol dir ciò, Montegalda? Che cosa debbo pensarne?
— Signora mia.... sono tanti, in ima grande città, i luoghi infami, dove si può essere svaligiati!
— Infami, voi dite, ed egli ci andava? —