— Come? — gridò la duchessa. — Non lo sapete? Non ve l’ha detto?
— Signora no. Ed è naturale, naturalissimo; — replicò il giovanotto. — Avrà temuto di spaventarmi, dicendo la somma, e pensato ancora di far cosa inutile, sapendo benissimo che io, uomo di modeste fortune, e figlio di famiglia per giunta, non avrei potuto in alcun modo giovargli. So bene che mi ha parlato di una somma ingente, favolosa... cioè, intendiamoci, favolosa in proporzione delle sue forze; — soggiunse tosto Almerico, per mettere un limite all’esagerazione dell’epiteto, che aveva incontrato per via e afferrato senza scegliere.
— È strano! — osservò la duchessa. — È strano! — ripetè. — E allora, che cosa sapete voi, signor conte? —
Almerico sentì la bottata, e vacillò. Ma non poteva difendersi.
— Niente più di quello che m’ha voluto dir egli, e che brevemente ha scritto a voi; — rispose Almerico alla duchessa. — È venuto l’altra mattina da me, piangente, disperato, parlando a frasi interrotte, accennando più che non raccontasse; nè io, confuso com’ero, ho pensato a domandargli di più. Forse, nel suo turbamento, egli ha creduto di dirmi ogni cosa.
— Ed è partito! — esclamò la duchessa. — Il giorno dopo l’apertura dell’Apollo, dov’era andato, dove non era venuto a vedermi, e dove aveva potuto fare altre visite, lasciando credere, immaginare Dio sa che, architettare dei romanzi... che gli fanno il massimo torto! —
Era un appiglio, e Almerico lo colse.
— Vedo, signora, — diss’egli — che qui almeno voi giudicate con giusta severità, come il mondo tutto. E ne ho piacere, per il caso generale, in cui poc’anzi non mi sembravate persuasa di certe ripugnanze. Nel caso particolare, poi, il mondo si è ingannato, mi pare, mandando il nostro amico alla conquista d’una miniera d’argento; ed io non ho tralasciato di dirlo alla baronessa Coselli.
— Ma allora, — domandò Serena — perchè andare nel palco dell’americana? Che significa quella visita?
— Credo che possa prestarsi ad una interpetrazione onorevole; — disse Almerico. — Egli aveva una questione d’onore da risolvere, due amici da rappattumare.