— Sono i discorsi di chi si lagna, ed ha ragione di lagnarsi. Perchè non vieni dalla duchessa? Rimango io solo, in questi momenti difficili, e oramai non so più che dire. Tutti i miei ragionamenti li ho esauriti, oramai. Aggiungi che Donna Serena è ammalata.
— Dio! a letto?
— A letto no, ma molto sofferente. Sa tutto, mio caro. Sa dove è il signor Massimo, che fa, dove va, che cosa spera, e via discorrendo. Anche una lettera del marchesino Paoli Daguro alla baronessa Coselli è venuta a dar notizie molto minuziose, che la baronessa, come puoi immaginare, si è affrettata a portare. Aveva incominciato, la baronessa; era giusto che finisse.
— Che lingua! — esclamò Almerico. — E che gusto ci trovano, poi?
— Probabilmente molto; — rispose il Buonsanti. — Ma non è neanche a dolersi che cantino, perchè la verità va sempre riconosciuta. Per certi mali è il rimedio migliore.
— Lo credi?
— Ne son certo. So bene che tu non la pensi così; che hai cercato di attenuare, anzi di nascondere.
— Io? — disse Almerico. — Di nascondere?
— Di negare, almeno; — replicò il Buonsanti, — e sapevi pure ogni cosa!
— Io sapevo quel tanto che a Massimo era piaciuto di dirmi; — rispose Almerico, volendo dire e non dire.